Dal 27 luglio al 1 agosto 2026 il Castello di Magione ospiterà la dodicesima edizione del Campo Estivo Italia dell'Ordine di Malta. Un ritorno particolarmente significativo, poiché proprio nella storica sede umbra si svolse nel 2013 la seconda edizione di un progetto che, anno dopo anno, è diventato una delle più belle espressioni della vitalità giovanile dell'Ordine di Malta in Italia. Ad accompagnare l'edizione 2026 sarà il tema «Quanto bene c'è nel mondo», ispirato alle parole di Papa Leone XIV. Un invito a riconoscere il bene presente nelle persone, nelle relazioni e nei gesti di servizio che ogni giorno costruiscono comunità autentiche. Un messaggio che si lega profondamente allo spirito del Campo Estivo Italia, nato per offrire ai giovani un'esperienza concreta di amicizia, fede e attenzione verso il prossimo. Fin dalla sua nascita, il Campo Estivo Italia ha trovato la propria ispirazione nei due pilastri che caratterizzano la missione dell'Ordine di Malta: Tuitio Fidei e Obsequium Pauperum. La dimensione della fede accompagna infatti ogni giornata attraverso la celebrazione della Santa Messa, i momenti di riflessione, la catechesi e la tradizionale notte silenziosa. Ogni anno il tema spirituale scelto per il Campo diventa il filo conduttore di un percorso condiviso che invita volontari e assistiti a vivere insieme un'autentica esperienza cristiana. Accanto alla fede vi è il servizio. L'attenzione del Campo Estivo Italia si rivolge a giovani con disabilità tra i 18 e i 35 anni, che vengono accolti come protagonisti di una settimana vissuta nella gioia e nella condivisione. I volontari, anch'essi giovani, mettono a disposizione tempo, energie ed entusiasmo affinché ciascun partecipante possa sentirsi parte di una grande famiglia e vivere giorni ricchi di amicizia, divertimento e serenità. Uno degli aspetti che rende unica questa esperienza è il fatto che si tratti di un progetto pensato dai giovani e per i giovani. Il comitato organizzatore è composto da volontari che durante tutto l'anno dedicano il proprio tempo libero alla preparazione dell'evento, curandone ogni dettaglio con passione e spirito di servizio. Il loro obiettivo è permettere a nuovi ragazzi di avvicinarsi all'esperienza del Campo e di scoprirne il valore umano e spirituale. Il Campo è anche un luogo dove il servizio si esprime attraverso la semplicità del gioco e della vita condivisa. Un gioco serio e autentico, vissuto però con la leggerezza, l'entusiasmo e la spensieratezza propri della giovinezza. Fare del bene, farlo bene e divertirsi insieme: è questa la formula che negli anni ha permesso al Campo di creare amicizie profonde e legami destinati a durare nel tempo. L'edizione 2026 offrirà ai partecipanti un programma ricco di attività, momenti di festa, laboratori, catechesi ed escursioni. Tra gli appuntamenti previsti vi saranno la celebrazione della Santa Messa presso la Cattedrale di San Lorenzo a Perugia, la visita alla Città della Domenica e una giornata ad un parco acquatico, oltre alle numerose attività organizzate all'interno del Castello di Magione. Un altro elemento distintivo del Campo Estivo Italia è la capacità di riunire le diverse realtà dell'Ordine di Malta. Attraverso la collaborazione tra Gran priorati, Delegazioni, Gruppi Giovanili, Gruppi CISOM e EISMOM. Il Campo costruisce ogni anno un ambiente in cui tutti si sentono parte della stessa famiglia. Una "famigliola", come amano definirla i partecipanti, nella quale ciascuno trova il proprio posto e contribuisce, con i propri doni, al bene comune. Tornare a Magione, tredici anni dopo la seconda edizione, significa quindi ritrovare le radici di una storia che continua a crescere. Una storia fatta di fede, servizio, amicizia e giovinezza. Una storia che, anche nel 2026, vuole testimoniare con semplicità e concretezza quanto bene ci sia nel mondo.tps://www.perugiatoday.it/social/segnalazioni/quanto-bene-c-e-nel-mondo-il-campo-estivo-italia-torna-a-magione-14733432.ht
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Cari ragazzi, Benvenuti e bentornati!
Quest’anno, a tutti Noi, è stato affidato un motto particolarmente speciale e più attuale che mai: “Chi crede non è solo”.
Ma che accezione possiamo dare a questo motto così intenso quanto, apparentemente, dispersivo? Seguiamo una linea guida, per chiarirci le idee, ma anche, magari, per trovarne di nuove; why not? Nella nostra cultura cristiana la parola credenza viene associata spontaneamente a Dio, al Signore. In questo modo sarebbe istintivo, per noi fedeli, dare un solo e unico significato al verbo “credere” includendo così il sintagma “in Dio”. Quindi per noi cristiani credere significa: credere in Dio. Ma siamo certi che per molti di noi è ancora così? O qualcuno di noi ha (forse) pensato “Chi crede in qualcosa non è solo” oppure “Chi crede in qualcuno non è solo”? Definiamo questa prima sfumatura di significato: laica. Noi, in quanto Persone, abbiamo bisogni, desideri che nascono da sensazioni più o meno spiacevoli come la malinconia, la mancanza di qualcuno, la ricerca di qualcuno, la ricerca di qualcosa. Queste ricerche, però, spesso ci appaiono macchinose, laboriose, a tratti ci fanno perdere la speranza, l’entusiasmo e ci trasportano in una dimensione catastrofista, pessimista. Così giunge in noi l’impulso di fermarci e di gettare tutti i bagagli di una vita in mare. L’immagine della vita ci appare icastica come un mare agitato a cui noi scegliamo di arrenderci, sconfitti dalla fatica della vita stessa. E se invece, proprio in quell’istante in cui proviamo disperazione, ci fermassimo, prendessimo fiato e rivolgessimo lo sguardo al cielo immenso e dovizioso?
Ecco che qui arriverebbe la seconda sfumatura di significato: quella religiosa. Immaginatevi voi, soli, in mare, dispersi, abbandonati, isolati. Voi e il mare. La natura adirata, agitata e voi. Il mare furente e Voi. Avete solo una scelta: abbandonarvi al destino (visione laica) o affidarvi a Dio, riporre la vostra fiducia nella terza presenza che è lì con voi, ma che, fino a poco fa, ignoravate. La natura, voi e Dio. Già così suona meglio, già così esiste vita, già così la vita non è affidata al caso. Già così non ci sei solo tu, persona, individuo, ma c’è qualcuno che per quanto tu non possa né vedere né toccare, danza intorno a te, per invitarti a vivere. Agita il mare a tuo favore, per invitarti a interrogarti sulla tua inquietudine. Siede al tuo fianco, per invitarti al riposo, alla sosta. Ti fa sentire scarico, vuoto, per avvisarti che non sei invincibile e che quel vuoto va colmato, ma con Dio…non con velleità. Ride di cuore, per insegnarti che bisogna godere delle gioie. Piange insieme a te perché il dolore esiste, ma si alterna alla gioia. Sospira con te per tutta la fatica accumulata, ma sul suo volto rimane sempre un sorriso leggero e velato di gioia.
Senza saperlo ci siamo ritrovati tra le mani un motto di papa Benedetto XVI “Chi crede non è solo” e ci siamo fatti condurre faccia a faccia, cuore a cuore, mente a mente, con l’atmosfera propria del Campo Estivo Italia 2023…che come prima presenza speciale avrà proprio Lui, il nostro Signore, ma anche Noi, esseri umani. E anche se ci sentiamo assaliti, adombrati dalle nostre debolezze, fragilità, mancanze non dobbiamo dimenticarci che il nostro desiderio più intimo e puro è di essere avvolti dalle grandi braccia di Dio.
Siete pronti per aggregarvi come una grande famiglia protetta dalle braccia del nostro Signore, Dio?
Simona Tucci